Chi Sono

“Basta dare uno sguardo alla borsa di una donna per sapere tutto di lei: se è una ragazza che si trucca molto o è acqua e sapone, se è una ribelle o se semplicemente le piacciono le caramelle…”

“Da piccola passavo ore, di nascosto da mia mamma o da mia nonna, a giocare con le loro borse. Le aprivo, le scucivo, le strappavo per capire come fossero fatte e come funzionasse ogni tasca.”  Ne avevo una in particolare che mi piaceva, l’avevo dipinta con le mie mani e mi ero ripromessa di portarla con me tutta la vita…purtroppo la persi e non la ritrovai mai più…

“Sono Francesca Caridi, ho 40 anni, sono calabrese ma vivo a Roma e oggi non disfo più, ma creo e cucio borse.”

“Fin da adolescente ho lottato per trovare la mia strada, ma i miei genitori avevano un progetto diverso per me. Io volevo creare, essere libera di esprimere ciò che sono, mentre loro mi immaginavano in un ufficio, con un lavoro stabile, con più certezze.”

“A 22 anni ho lasciato gli studi di architettura e mi sono iscritta a una scuola di moda. So di aver dato un grande dolore ai miei genitori, ma io ero finalmente felice. ”
“Quello che prima facevo solo d’istinto, ha trovato il supporto di una tecnica precisa. Ho assecondato la mia predisposizione per le borse, iniziando a creare i miei modelli.”
“Il secondo passo è stato cambiare città: da Reggio Calabria a Roma”.

“Sono partita con le mie borse in valigia, ma portandomi dietro anche una buona dose di ingenuità e timidezza, che di certo non mi hanno aiutata.

Una cosa che di sicuro non mi mancava era la determinazione, bussavo a tante porte, ma altrettante si chiudevano.”

“Poi un giorno una casa di moda mi assume. Ero al settimo cielo, finché non ho capito cosa veramente stavo andando a fare: la mera esecutrice. Non era richiesta la mia creatività, nulla di me sarebbe stato in quegli oggetti.”
“Dopo un anno mi sono licenziata. È stato uno dei periodi più difficili della mia vita, mi sentivo sola e avevo tutto contro: la famiglia, il lavoro e la città.”

“Per quattro anni mi sono volutamente allontanata dalla moda e dalle mie borse. E per mantenermi ho fatto moltissimi lavori. Lavoravo tanto, facevo sempre tardi, pur di tenere la mente impegnata.”
“Più tentavo di occuparmi le giornate per non pensare, più stavo male, non dormivo la notte: non ero tranquilla, facevo incubi in continuazione e alla fine sono scoppiata.”
“Ricordo anche l’esatto giorno in cui è successo
Ero fuori per delle commissioni. A un certo punto, mentre ascoltavo Revolution dei Beatles, mi fermo davanti una vetrina di un famoso negozio di stoffe, c’erano 4 facce che mi fissavano…erano i volti dei Beatles perfettamente ricamati su una grandissima stoffa… la parola Revolution della canzone continuava a riecheggiare nei miei auricolari, così senza pensarci sono entrata ed ho comprato quel meraviglioso pezzo di arte…tutto mi è tornato alla mente, l’entusiasmo che avevo quando sono arrivata a Roma. Mi sono chiesta ‘come ho fatto a rinunciare alla creatività, al mio sogno?’.”
“tornai e rispolverai la macchina da cucire e con quella stoffa ci feci una borsa.”
“Ero di nuovo pronta a creare ed era come se le mie mani non avessero mai smesso di cucire.”

“Tutto inizia dalla stoffa: l’anima della borsa. Senza la tela non prendono forma, poi è tutto un susseguirsi tra orli e fantasia.”
Tuttavia ancora oggi cerco quella borsa che feci da piccola, la cerco sempre ormai in ogni mia creazione…

 

THE LOST BAG

By

Francesca Caridi